
Villa d'Este
Villa d'Este cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026- I d'Este sono signori di Ferrara, e si costruiscono quella fama di mecenati di artisti e di umanisti che Ippolito spenderà poi su questo versante.
- Nasce Ippolito II d'Este, secondogenito di Alfonso I, duca di Ferrara, e di Lucrezia Borgia, dunque nipote di papa Alessandro VI. Da secondogenito è avviato subito alla carriera ecclesiastica.
- È nominato arcivescovo di Milano a dieci anni.
- Mandato a 27 anni alla corte di Francia, diventa consigliere di Francesco I e nel 1540 entra nel Consiglio privato del re. Su richiesta del sovrano, papa Paolo III lo crea cardinale a trent'anni. Quelle cariche ne fanno uno degli uomini di chiesa più ricchi del tempo, con una rendita che i contemporanei stimano in 120.000 scudi l'anno, mecenate di Benvenuto Cellini, Pierluigi da Palestrina e Torquato Tasso -- e perennemente indebitato.
- La sua prima candidatura al papato, sostenuta dal re di Francia, è bloccata dall'imperatore asburgico. Si ritira, appoggia il candidato imperiale e il 3 dicembre è ricompensato con il governatorato a vita di Tivoli. In tutto si candiderà cinque volte senza mai essere eletto. È quella carica a mettergli in mano questo versante, e la giurisdizione su Villa Adriana.
- Torna a Tivoli in estate; a settembre papa Paolo IV lo accusa di simonia e lo esilia, e il progetto si ferma prima di cominciare.
- Morto Paolo IV nel 1559, Pio IV lo riabilita e gli restituisce il governatorato. I lavori partono in luglio.
- Gli abitanti di Tivoli, le cui case, strade ed edifici pubblici il cantiere ha inghiottito, gli intentano dodici cause distinte. I lavori proseguono.
- In estate riceve papa Gregorio XIII, dopo aver fatto accelerare la fontana dei draghi e impegnato l'argenteria per pagare il ricevimento. Muore a Roma il 2 dicembre ed è sepolto in una tomba semplice nella chiesa accanto alla villa.
- Dopo tredici anni nelle mani dei cardinali diaconi, che la mantengono appena, la villa torna alla famiglia con il cardinale Alessandro d'Este, che rifà i giardini e ottiene da papa Gregorio XV la proprietà formale per il casato.
- La famiglia non regge più il costo di una villa che usa di rado e che non rende nulla. Comincia il lungo declino: dopo il 1751 gli arredi vanno a Modena e la statuaria antica è venduta ai collezionisti lungo tutto il Settecento.
- Gli Asburgo ne entrano in possesso tramite il matrimonio di Maria Beatrice d'Este con il granduca Ferdinando. I soldati francesi occupano due volte la villa e asportano gran parte della decorazione rimasta.
- Il cardinale Gustav von Hohenlohe la acquista e nei 46 anni successivi restaura una villa fatiscente e un giardino invaso dalla vegetazione, che il gusto romantico ormai preferisce così. Franz Liszt vi soggiorna più volte fra il 1865 e il 1885 e dedica al luogo tre composizioni.
- Passata allo Stato italiano, la villa avvia un grande restauro ed è riarredata con dipinti dai depositi della Galleria Nazionale di Roma.
- I bombardamenti distruggono quasi tutta la volta dipinta dell'atrio. L'inquinamento del dopoguerra degrada molte pareti, e sono le campagne di restauro successive a tenere in funzione le fontane.
- Iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.