Campo Bandiera e Moro
Campo Bandiera e Moro Caratteristiche del Sito
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2026Architettura
San Giovanni in Bragora dà forma al campo. La chiesa attuale fu ricostruita negli anni Settanta del Quattrocento su fondazioni risalenti all'VIII secolo, e la sua facciata è gotico veneziano in laterizio nella versione più semplice: un fronte tripartito corrispondente alle tre navate retrostanti, un modesto rosone e quasi nessun rivestimento lapideo. È la versione parrocchiale e operosa di uno stile che di solito si incontra nella sua forma costosa.
All'interno l'interesse riguarda la pittura del primo Rinascimento più che la struttura: il Battesimo di Cristo di Cima da Conegliano, del 1492-95, si trova ancora sopra l'altare maggiore per cui fu dipinto, cosa a Venezia più rara del dipinto stesso.
La chiesa conserva inoltre l'atto di battesimo di Antonio Vivaldi, qui battezzato nel 1678: era la parrocchia della sua famiglia, e il fonte battesimale è ancora nell'edificio.
Attorno al campo, il gotico Palazzo Morosini del Trecento e Palazzo Soderini fronteggiano la chiesa. La vera da pozzo al centro è in pietra d'Istria, con il bordo scolpito ad archi e motivi navali e leoni agli angoli, ed è l'elemento davanti a cui quasi tutti passano senza notarlo.
Caratteristiche del Sito
La chiesa di San Giovanni in Bragora, il gotico Palazzo Morosini (edificato nel Trecento) e Palazzo Soderini -- con la sua lapide commemorativa della famiglia Bandiera -- si affacciano tutti sul campo. Al centro sorge una vera da pozzo in pietra d'Istria, con il bordo superiore scolpito ad archi e motivi navali, figure leonine intagliate agli angoli e un coperchio metallico convesso.
Paesaggio
Il campo si trova a Castello, una calle più indietro rispetto alla Riva degli Schiavoni e all'incirca a metà strada tra San Marco e l'Arsenale.
Una calle è l'intera distanza, e fa tutta la differenza. La Riva convoglia uno dei flussi di persone più densi di Venezia; il campo alle sue spalle è residenziale, con fili da bucato, panchine e bambini, e il rumore si ferma all'angolo.
Il campo sorge su quella che un tempo era una propria piccola isola -- bragora è il nome antico -- e conserva la forma lievemente irregolare e chiusa di un terreno cresciuto per accumulo anziché tracciato a disegno.
I suoi edifici sono insolitamente eterogenei per un campo di queste dimensioni: una fondazione ecclesiastica dell'VIII secolo, due palazzi gotici e le case ordinarie tra loro, tutti affacciati sullo stesso spazio aperto.
Proseguendo verso est si raggiungono in dieci minuti le porte dell'Arsenale e la Biennale, per cui il campo funziona naturalmente come tappa lungo il percorso anziché come meta a sé.