Skip to content
Sacro Bosco in Bomarzo - Goparoo

Sacro Bosco

Scopri Sacro Bosco

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
/10
Valutazione complessiva
/10
traveler ratings
Valuta

Introduzione

Il Sacro Bosco -- noto ai più come Parco dei Mostri -- è un complesso manierista in una valle boscosa sotto il castello Orsini di Bomarzo, nell'alto Lazio. Sculture fuori scala, alcune ricavate dalla roccia viva dove si trovano, sono disposte fra la vegetazione naturale insieme a piccoli edifici. Fu realizzato nel Cinquecento; il progetto è attribuito a Pirro Ligorio e le sculture a Simone Moschino.

Architettura

Bomarzo è manierista, e il progetto è attribuito a Pirro Ligorio: lo stesso architetto cui si deve Villa d'Este a Tivoli, ed è questo il dato più utile. L'altro giardino di Ligorio è un asse imposto a un pendio con cinquecento zampilli che gli obbediscono. Questo non ha alcun asse.

È quella l'argomentazione architettonica, non la mancanza di una. Le statue sono sparse quasi a caso, senza legame con alcun piano razionale, e l'intenzione era stupire anziché piacere: una posizione manierista portata al limite, dal momento che il senso di un giardino cinquecentesco era normalmente dimostrare che la natura si poteva piegare alla geometria. È stato proposto che il Sacro Bosco sia stato costruito come contraltare deliberato proprio a questo, alla simmetria dei grandi giardini poco distanti di Villa Lante e del Palazzo Farnese. La ragione dell'impianto non è documentata, e la proposta resta tale.

Nel giardino stanno due edifici veri, e sono entrambi battute sull'architettura. La Casa Pendente, accanto a un cancello d'uscita monumentale, è una casina simile a una torretta costruita apposta fuori piombo, così che chi vi entra perda l'equilibrio contro pareti a piombo di nulla. Il Tempietto dell'Eternità, in cima, è l'opposto: un ottagono corretto e composto, che però mescola in un solo alzato modi classici, rinascimentali ed etruschi senza impegnarsi con nessuno.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Fu scavato dove si trovava. Molte delle figure più grandi del vero furono ricavate dalla roccia in posto anziché eseguite altrove e installate: è per questo che il parco si legge come un paesaggio con dentro delle cose e non come un paesaggio con sopra delle cose, ed è per questo che le figure stanno ad altezze e ad angoli strani. Ha deciso la roccia.

Fu commissionato per un lutto, nel Cinquecento. Pier Francesco Orsini, detto Vicino, condottiero e mecenate, era devotissimo alla moglie Giulia Farnese -- non la Giulia Farnese amante di Alessandro VI, ma la pronipote per parte di madre. Alla sua morte fece costruire il giardino per sopportarla. Il progetto è attribuito a Pirro Ligorio, le sculture a Simone Moschino, e i versi accanto alle figure ad Annibal Caro, che scrisse il primo nel 1564, oltre che a Bitussi e a Cristoforo Madruzzo.

Poi fu lasciato a sé per un secolo e mezzo. Lungo l'Ottocento e ben dentro il Novecento il giardino crebbe selvatico e fu trascurato: è la condizione in cui lo mostrano quasi tutte le fotografie superstiti. Diverse iscrizioni si erosero oltre la leggibilità in quel periodo.

A riportarlo in vita fu un surrealista. Negli anni Cinquanta Salvador Dalí girò un cortometraggio sul parco e ne ricavò un dipinto. L'attenzione che ne seguì spinse la famiglia Bettini ad avviare un restauro, che proseguì per tutti gli anni Settanta. Il Tempietto dell'Eternità custodisce oggi le tombe di Giovanni Bettini e Tina Severi, i proprietari che quel lavoro lo fecero: i restauratori sepolti dentro ciò che hanno restaurato.

Non è mai stato proprietà pubblica. Il giardino è tuttora privato, gestito da Bosco Sacro di Bomarzo SRL e tutelato dalla Soprintendenza.

Domande frequenti

Che cosa significa il giardino?

Nessuno lo sa. La ragione dell'impianto e del disegno è in larga parte ignota, e le ipotesi restano ipotesi: Liane Lefaivre vi legge illustrazioni del romanzo Hypnerotomachia Poliphili, ed è stato anche proposto che il giardino sia stato costruito come contraltare alla simmetria formale di Villa Lante e del Palazzo Farnese lì accanto. L'unica dichiarazione d'intenti superstite è un'iscrizione sugli obelischi: sol per sfogare il Core.

Perché lo chiamano Parco dei Mostri?

Per le sculture: più grandi del vero, grottesche, e alcune ricavate direttamente dalla roccia. È il nome corrente; quello proprio del giardino è Sacro Bosco.

Si può entrare nella bocca dell'Orco?

Sì, ed è fatta per entrarci. L'acustica della camera porta un sussurro pronunciato all'interno fino a chi sta ai piedi della scala. Vi si pranzava, con l'effetto di mangiare e di essere mangiati nello stesso momento.

Chi lo fece?

Fu commissionato da Pier Francesco "Vicino" Orsini nel Cinquecento dopo la morte della moglie Giulia Farnese. Il progetto è attribuito a Pirro Ligorio e le sculture a Simone Moschino.

È accessibile?

Solo in parte, e il gestore lo dice senza attenuazioni: per chi ha problemi di deambulazione è visitabile il 10% dell'area monumentale.

È di proprietà dello Stato?

No. È proprietà privata, gestita da Bosco Sacro di Bomarzo SRL sotto la tutela della Soprintendenza, e fu restaurata dalla famiglia Bettini negli anni Settanta dopo che il film e il dipinto di Dalí, negli anni Cinquanta, l'avevano riportata all'attenzione.

Guarda Sacro Bosco attraverso le foto dei viaggiatori →