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Illustrazione stilizzata di Porta Borsari in Verona - Goparoo

Porta Borsari

Porta Borsari cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 23 settembre 2026
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Una porta urbica romana in mezzo a una via dello shopping, senza biglietto, senza transenne e senza orari. È la porta meglio conservata di Verona, e ciò che la rende leggibile è che fu costruita due volte: una in laterizio come porta funzionante, una in pietra come volto da mostrare a chi arrivava.

Cronologia

  1. seconda metà del I secolo a.C. Costruita insieme alla cinta muraria romana e a Porta Leoni, dopo la romanizzazione della Gallia Transpadana nella primavera del 49 a.C. Fu eretta quasi interamente in laterizio: una porta funzionale, non un monumento.
  2. prima metà del I secolo d.C. La porta rientra in un programma di monumentalizzazione e riceve facciate lapidee sia verso il foro sia verso la campagna. Il fronte elaborato che oggi si fotografa appartiene a questa seconda fase, non alla prima.
  3. Medioevo Il nome passa da Porta Iovia a Borsari, dai bursarii, gli esattori che vi stazionavano. Continua a funzionare come ingresso principale, pur perdendo importanza quando le mura comunali e scaligere vengono costruite più all’esterno.
  4. XVI secolo Architetti rinascimentali fra cui Giovanni Caroto e Andrea Palladio la studiano e la disegnano. Alcuni ne sono critici: la porta entra nella teoria architettonica come esempio su cui discutere.
  5. anni 1970–1980 Grande restauro, con integrazioni in resina epossidica e lastre di piombo per tenere l’acqua lontana dalla pietra.

Ne resta solo il fronte

Una porta romana di questo tipo era una struttura profonda: doppio passaggio, torri laterali e cortile interno. Tutto questo è scomparso. In piedi è rimasta in sostanza la quinta decorativa, conservata perché gli edifici successivi le si sono addossati invece di attraversarla.

La strada moderna attraversa ancora i fornici sull’allineamento romano, perché corso Porta Borsari segue il decumanus maximus. Non è la porta a essere sopravvissuta alla città: è la città che ha continuato a usarla.