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Orvieto

Scopri Orvieto

Un'introduzione concisa a Orvieto, alla sua geografia, storia e cultura.

Introduzione

Orvieto sta sulla sommità piatta di una grande rupe di tufo vulcanico che si alza a picco dalla campagna umbra, e quel solo fatto geologico spiega tutta la città. La parete è il muro; non c'è mai stato bisogno di costruirne uno. Gli etruschi si insediarono qui per questo, i papi medievali vi si ritirarono per questo, e la roccia stessa è stata cavata, traforata e scavata per quasi tremila anni.

La città sta a 325 metri con circa 19.200 abitanti: meno dei circa 30.000 che ci vivevano alla fine del Duecento, e meno dei 25.088 del suo massimo moderno del 1961. Come Siena, Orvieto è un luogo materialmente più piccolo di quanto fosse nel Medioevo, ed è esattamente per questo che tanta parte della città medievale è ancora in piedi.

La cattedrale

Il Duomo è il motivo per cui quasi tutti vengono e merita la sua fama. La prima pietra fu posata il 14 novembre 1290 da papa Niccolò IV, e dal 1310 Lorenzo Maitani diresse i lavori che produssero la facciata a fasce di pietra, mosaico e rilievo scolpito.

All'interno contano due cappelle. La Cappella del Corporale, costruita a metà del Trecento, custodisce la reliquia del miracolo di Bolsena del 1263 — l'evento che spinse papa Giovanni XXII a istituire qui la prima processione del Corpus Domini nel 1316, e il motivo per cui una città di queste dimensioni ha una cattedrale di quelle. La Cappella di San Brizio conserva il ciclo delle Storie degli Ultimi Giorni, avviato dal Beato Angelico nel 1447 e completato da Luca Signorelli fra il 1499 e il 1504: un Giudizio Universale che si ritiene Michelangelo abbia studiato.

La città è cava

Il tufo è abbastanza tenero da scavarsi e abbastanza solido da reggere un tetto, quindi Orvieto si scava addosso da millenni. Sotto le strade c'è un vasto sistema di grotte, cisterne, pozzi e cunicoli, e il Pozzo di San Patrizio è il caso spettacolare: commissionato da papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma del 1527 e finito nel 1537 sotto Paolo III, scende per 62 metri nella roccia su una larghezza di 13 metri, con due scale elicoidali che non si incontrano mai perché i muli potessero scendere e salire senza ostacolarsi.

Salirci

La stazione sta ai piedi della rupe e la città in cima. Una funicolare le collega, ed è insieme la risposta pratica e una ragionevole introduzione al posto: a Orvieto tutto è una questione di roccia.

Domande frequenti

Come si sale in città? Con la funicolare. La stazione ferroviaria sta ai piedi della rupe e il centro storico in cima, e la funicolare è il collegamento normale. Una volta sopra, la città è piatta e abbastanza piccola da girarsi a piedi.

Qual è il biglietto migliore? L'Opera del Duomo vende una Carta Unica per musei, monumenti e luoghi d'arte a partire da 25€. Se si prevedono cattedrale, sottosuolo e pozzo, di solito conviene rispetto agli ingressi separati. Il Museo Etrusco «Claudio Faina» si aggiunge al biglietto del Duomo con 3€, e le audioguide si sbloccano con l'app dell'Opera usando il proprio biglietto.

Cosa non perdere in cattedrale? Due cappelle. La Cappella di San Brizio conserva le Storie degli Ultimi Giorni, avviate dal Beato Angelico nel 1447 e completate da Luca Signorelli nel 1499–1504. La Cappella del Corporale, costruita a metà del Trecento, custodisce la reliquia del miracolo di Bolsena per cui l'intera cattedrale fu innalzata.

Vale la pena il sottosuolo? È la cosa più caratteristica di Orvieto e quella che quasi tutti saltano. Il tufo sotto la città è un alveare di pozzi etruschi, cisterne medievali, cave, cantine e colombaie, e si entra solo con una visita guidata. Ed è fresco d'estate, quando la sommità non lo è.

Cos'è il Pozzo di San Patrizio? Un pozzo scavato 62 metri nella roccia e largo 13, commissionato da papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma del 1527 e finito nel 1537. Le sue due scale elicoidali non si incrociano mai, così che i muli carichi potessero scendere e risalire senza incontrarsi.

Bastano novanta minuti? Per la cattedrale, appena. Per Orvieto no, e la parte che si salterebbe è quella che non somiglia a nessun altro posto.

Verificato su Opera del Duomo di Orvieto, ottobre 2026.

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